Recensione Doomsday Book

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Doomsday Book di Kim Jee-Woon e Yim Pil Sung, Corea del Sud, 2012, 120′

Cast: Kim Kang-Woo, Kim Gyu-Ri, Ryoo Seung-Bum.

Film presentato al Trieste Science Plus Fiction festival della fantascienza

Due grandi registi coreani creano una coinvolgente antologia fantascientifica in tre atti. In a Brave New World, un’apocallisse zombie si sviluppa da un virus mutato a causa di una gestione dei rifiuti che lascia molto a desiderare,  Seoul verrà devastata e la razza umana vedrà sorgere una nuova “civiltà”.doomsdaybook_01

In The Heavenly Creature, un robot raggiunge il nirvana lavorando in un tempio buddista e viene accolto come il nuovo Buddah; il suo creatore lo considera  una minaccia per l’umanità e deciderà di eliminarlo.

Nel terzo capitolo, chiamato Happy bithday, una ragazzina ordina da uno strano sito una nuova palla da biliardo per il padre; senza preavviso un meteorite si dirige verso la terra e la popolazione si dovrà nascondersi nei rifugi sotterranei per cercare di sopravvivere.doomsdaybook_03

Il primo episodio è la solita storia zombie che nonostante alcune idee carine non convince particolarmente e la sceneggiatura pare un po’ stanca. Molto bello e poetico invece il secondo episodio che tratta un argomento molto interessante quale la robo-etica e la regia si presta molto bene alle ambientazioni mistiche dei templi buddisti. In chiave decisamente più comica il terzo spezzone dove, grazie anche a scene esilaranti e una sceneggiatura molto godibile, riescono a rendere questo capitolo decisamente interessante.

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