Come aumentare il numero massimo di file aperti su linux

Buongiorno a tutti, oggi ho pensato di condividere una soluzione a un problema che mi capita spesso sotto linux, il numero di Max open files. Innanzi tutto vediamo di capire come funziona la cosa, esistono due limiti, un soft e un hard . Il soft è il massimo base per processo, il quale però puo richiedere in caso di necessità di raggiungere l’hard limit. Il soft limit va quindi settato inferiore o uguale all’hard. Elencati qui sotto alcuni metodi per modificare tali parametri editare il file /etc/security/limits.conf   modificando  il limite *         hard    nofile      420000 *         soft    nofile      420000 root      hard    nofile      420000 root      soft    nofile      420000 Qui possiamo aggiungere dei limiti specifici per utente e quelli generali. Dopo aver salvato il file potete verificare l’effettivo aumento con i seguenti comandi: ulimit -Hn ulimit -Sn Modificare il numero massimo a livello generale, editando il file /etc/sysctl.conf e aggiungendo la seguente riga: fs.file-max = 2097152 Usate il comando sysctl -p per verificare che la modifica sia effettiva. Su alcune distro, sarà necesssario verificare che in /etc/pam.d/system-auth siano presenti le seguenti righe: session     required      /lib/security/$ISA/pam_limits.so session     required      /lib/security/$ISA/pam_unix.soSu ubuntu server va inoltre specificato in /etc/pam.d/common-session aggiungendo: session required pam_limits.so   Potete verificare che un processo specifico stia rispettando i nuovi limiti con: ps ax | grep <nomeprocesso> cat /proc/<PID PROCESSO>/limits   Molte volte mi è successo che un demone si rifiutasse di prendere in considerazione i nuovi limiti senza effettuare un reboot (cosa che in prod è inpensabile), per ovviare a questo, potete usare il seguente comando: prlimit –pid <PID PROCESSO> –nofile=8192:16384 I numeri sono un esempio, essi riguardano rispettivamente il softlimit:hardlimit...

FreeBSD Creare repository custom con Poudriere

Introduzione: Poudriere ha come scopo quello di facilitare e migliorare la gestione dei ports su molteplici macchine, esso infatti permette di creare delle jail (con varie versioni di OS) e compilarsi i port creando dei pacchetti in modo da poter tener traccia e installare le stesse versioni di sowtware su server diversi.   Prepariamo la macchina: – Aggiorniamo l’albero dei ports con portsnap fetch update – Ci spostiamo nell port di Poudriere e lo compiliamo: cd /usr/ports/ports-mgmt/poudrier make install clean (Vanno bele le opzioni di default) – Installiamo portmaster per facilitare la gestione dei ports: cd /usr/ports/ports-mgmt/portmaster make install clean – Infine ci serve un webserver per permettere alle macchine di scaricare i pacchetti, per visualizzare lo stato della compilazione e avere una visuale d’isime dei nostri alberi dei ports. A questo scopo useremo Nginx: cd /usr/ports/www/nginx make install clean (Vanno bele le opzioni di default) Ora bisogna ricaricare i PATH con il comando rehash   Certificati SSL Quando creiamo i pacchetti con Poudriere, vogliamo essere in grado di firmarli con una chiave privata. Questo permetterà alle altre macchine di sapere con certezza che i pacchetti hanno una fonte legittima. Per prima cosa quindi creiamo le cartelle necessarie: mkdir -p /usr/local/etc/ssl/{keys,certs} Per sicurezza ulteriore modifichiamo i permessi con la sola lettura dell’utente: chmod 0600 /usr/local/etc/ssl/keys Ora non ci resta che generare una chiave, la chiameremo poudriere.key e sarà a 4096 bit: openssl genrsa -out /usr/local/etc/ssl/keys/poudriere.key 4096 Creiamo il certificato: openssl rsa -in /usr/local/etc/ssl/keys/poudriere.key -pubout -out /usr/local/etc/ssl/certs/poudriere.cert Bene, ora che abbiamo tutto il necessario a firmare i pacchetti possiamo cominciare a configurare poudriere!   Configuriamo Poudriere Il file di configurazione...

Convertire delle casse Apple pro Speakers

Di recente sono entrato in possesso di un paio di Apple pro speakers,casse molto belle esteticamente e che suonano decisamente bene. Subito ho pensato di aggiungerle al mio Lego media center ma qui sono sorti i problemi. Infatti queste casse sono dotate di un jack a quattro vie con connettore proprietario e hanno bisogno di un’amplificatore esterno. Come risolvere allora?     ricablare le casse con un cavo jack standard da 3,5mm a tre vie     procurarsi un amplificatore possibilmente compatto Per la scelta del cavo ho optato per un semplice jack/doppio rca audio che si può trovare in un qualsiasi negozio di elettronica a un prezzo irrisorio. Ho provveduto quindi a smontare le casse e dissaldare i vecchi cavi. Successivamente ho tagliato i due spinotti rca e ho risaldato i cavi opportunamente spelati sugli altoparlanti. Per sicurezza ho testato subito le casse e ho riscontrato che funzionavano anche se il volume di uscita era decisamente esiguo.   Non restava altro che trovare un amplificatore. Dopo varie ricerche e qualche test grazie all’aiuto di un mio amico che disponeva di amplificatore simile, la scelta è ricaduta sul FiiO E6; economico e funzionale, prende l’alimentazione direttamente dall’usb del computer e ha un ottima amplificazione del volume. (Lo potete trovare su Amazon a circa 25 euro) Una volta arrivato il pezzo lo ho messo subito alla prova e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito. Ora posso ascoltarmi la musica e guardarmi i film con un paio di signore casse!...

Lego media center

Devo premettere una cosa, fin da quando ero un piccino casinaro, ho sempre giocato con i Lego. La quantità di ore che ho passato a costruire improbabili strutture dal dubbio gusto estetico è incalcolabile, quindi capitemi, non sono riuscito a resistere dal creare questo simpatico Media Center. L’idea mi è venuta quando lo schermo di un mio vecchio netbook è morto e siccome non valeva la pena investire 50 euro per il ricambio mi sono ritrovato essenzialmente con una scheda madre inutilizzata. Poi, come sapete, da cosa nasce cosa! Dal punto di vista tecnico il LMC è cosi equipaggiato: CPU Intel Atom n450 dual core da 1.66 Ghz Ram 1GB GPU Intel GMA 3150 HDD 250GB 2.5″ 5400RPM Come potete vedere non esattamente un mostro di potenza! Assemblaggio Anzitutto bisognava trovare una forma per il case, dopo vari tentativi sono giunto a questo risultato. Il problema maggiore è sorto a causa della forma peculiare della scheda madre che presentava i connettori su 3 lati e quindi ho dovuto adattare il design si conseguenza. Altro problema era il surriscaldamento, in questa versione avevo optato per lasciare la ventola originale e aggiungendo un dissipatore passivo sulla CPU. Le temperature si aggiravano sui 50/55 C° in idle e 60/65 in full load, tollerabile ma si poteva fare di meglio (vedi sotto) Questo è stato il primo risultato:     Installazione Ora non  restava che trovare una valida controparte software. Dopo varie ricerche e prove ho optato per GeeXboX, una distro basata su XBMC che fa della leggerezza un vanto, una vera scheggia considerato l’hardware limitato. Riesce a riprodurre filmati in h264 a...

I premiati al Trieste Science + Fiction 2013

Anche per quest’anno si è concluso il Trieste Science Plus Fiction. I film presentati in questa edizione sono stati molti (davvero tanti quelli Spagnoli e sud americani) e quasi tutti belli. Nell’attesa delle recensioni (arriveranno il prima possibile) vi lascio con i vari premi consegnati nella giornata conclusiva del festival: Il premio Mèliés d’Argento per il miglior cortometraggio europeo va a Happy B-Day di Holger B. Frick. Il premio Mèliés d’Argento per il miglior lungometraggio europeo va al contestatissimo  The Strange Colour of Your Body’s Tears di Hélène Cattet e Bruno Forzani. La gente in sala non sembra approvare la scelta della giuria e il film viene fischiato (video) Accolto invece in maniera molto calorosa  Europa Report di Sebastian Cordero che si aggiudica Il premio Asteroide per il miglior film di fantascienza in concorso. Il Premio del pubblico viene assegnato al commovente Robot & Frank di Jake Schreirer (il protagonista Frank Langella è davvero impeccabile!) Infine una menzione per gli effetti speciali viene assegnata da Sergio Stivaletti a Big Ass Spider di Mike Mendez, un film che riesce a divertire e fare scena con un budget davvero risicato. Come già annunciato, il Premio Urania d’Argento viene consegnato a Gabriele Salvatores che sale sul palco e intrattiene il pubblico del festival con una serie di interessanti aneddoti sulla sua carriera e sulla produzione di...